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La domanda è: hanno uno sguardo differente quando vogliono comunicarti un fremito nascosto da qualche parte nel loro io?

ln pausa sul lavoro, Ray mi sottoponeva l'ennesimo dilemma in fatto di donne io, distratto, rispondevo pensando alla sera precedente.

A quel tentativo di cingere... baciare e poi PAM! il mio incisivo destro che si era infranto contro i merli di un baluardo inespugnabile. Dal torrione era uscita una sola monosillabica parola: NO. Io, sordo, tentavo un'ulteriore incursione... CRASH! frattura dell'altro incisivo mentre dal bastione: NOO. Urgeva un aggiramento al collo, ma ancora: NOOO. CRIK! Frattura della clavicola sinistra. Attacco alla mano. NOOOO. Rottura scomposta di femore e rotula. Non c'erano più onomatopee a disposizione, la partita dei monosillabi era definitivamente persa.

Quando vidi Victor fui preso da Panico da deja vu.

La scena era sempre la stessa.

Ray aveva quasi terminato il suo discorso e, sorridendo, stava per concludere  raccontandomi quanto sua moglie lo facesse sentire tranquillo e soddisfatto. lo ero trasportato in ipnosi dalle sue parole e ripensavo ad un recente due di picche

Due di picche

Quindi, arrivava Victor, il nostro collega, pronto a declamarci la sua ultima impresa. Era evidente, aveva il passo da toro dopo la monta: petto aperto, spalla dritta, pube leggermente spostato in avanti.

Era gia successo due settimane prima.

La domanda posta al climax del discorso di Ray era: come fai a capire se ad una donna piace un rapporto orale? E li, all'ingresso di Sabrina, la moglie di Ray, e delle sue doti di amatrice, io ero entrato in ipnosi auditiva (in altre parole: cogliendo alcuni sostantivi chiave del discorso e sommando velocemente il succo delle sue parole, riuscivo a dargli mezze risposte, senza contraddirlo mai veramente). Contemporaneamente qualcuno aveva premuto nel mio cervello il tasto play per la differita della Sconfitta contro Kafka.

Ciak

LOCATION: Una mensa aziendale affollata, tavolo fra colleghi, la telecamera scende dall'alto focalizzando progressivamente sui due protagonisti.

Ciao! Piacere ...

Ciao! Piacere ....

Dove lavori?

In amministrazione, e tu?

Customarecare

bla bla bla

Stasera? Musica? Pub? Discoteca?... Festino a casa?

---- caos .... raccolta energie residue... porca miseria proviamoci ---

Domando diretto all'amministrativa: che fai tu? potrei passarti a prendere.

L'amministrativa: io sto a casa...--- poi un mezzo sorriso ed una pausa, non starà mica per invitarmi? --- penso che mi finisco di leggere Kafka.

BANG! Un'edizione rilegata in pelle dell'opera omnia di Kafka si stampa sul volto del protagonista maschile; che, per inciso, già precedentemente odiava lo scrittore Ceco. Stop! Buona la Prima!

Due di picche

Mentre ero li, a rivedermi in terza persona, ecco Victor: "Gente! non potete immaginare, hoho ho".

(specie di orso ioghi del menga)

"Vi dico solo: ca-po-stru-ttu-ra''.

Ray, si stoppa e sorride a 52 denti: ''ha haaaa promosso! ''

Victor: ''macché... LA ca-po-stru-ttu-ra''

(non sai neanche dividere bene in sillabe barbablù)

Victor: ''La becco tre o quattro volte in giro per locali, una volta beviamo qualcosina, una
volta balliamo, un paio di volte in chat, una volta la becco a pranzo, ma insomma nulla di
più. Ieri dovevo finire un po' di cose e sono rimasto in sala alla fine del turno, tenevo
la chat aperta quando mi manda un messaggino che mi dice di raggiungerla nel suo ufficio al nono piano. Dopodiché ... che ve lo dico a fare... aveva un pantalone fetish di pelleneradapaura
''

STOP! Credete che gli uomini raccontino le loro storie di sesso per declamare la loro potenza? Ingenui. E' puro sadismo verso il proprio genere. E Victor era un lontano discendente del marchese De Sade, sapeva di avere incarnato una delle estreme fantasie sessuali di un uomo medio del mondo post industriale e ci teneva a farcelo sapere.

Devo ammettere onestamente che entrai stordito in un tunnel di invidia, poi ricordo solo che lo vidi andar via sul verso di ... alabarda spaziale...

L'identica pantomima ebbe luogo la settimana seguente. 

La domanda di Ray era semi-scientifica e si risolveva in: quanti ormoni devi secernere per
coinvolgere una donna al punto da farle capire che vuoi una storia di una sola notte?

Quindi era entrata in scena Sabrina e meccanicamente il proiezionista nel mio cervello

metteva le pizze di:

''Se non mi sento coinvolta non te la riesco a dare''

Opera apocrifa di Guglielmo Scuotilancia in tre atti e due attori.

Scena Prima

In birreria

Lei: Salute!

(sorrisi tra i protagonisti)

Lui: Salute!

(parlano)

Fumiamo?

Ok (bevono, chiacchierano e cincischiano, parte un bacio)

Scena Seconda

A casa sul divano, brindano

Lei: Salute!

(sorrisi e brindisi)

Lui:GRAUGR!

(altri baci)

Scena Terza.

A casa in camera da letto

Lei è distesa sul letto.

Lui è accanto al letto in armatura ed a cavallo, pronto per una tipica Giostra del Saraceno.

Parte il cavallo con fare spavaldo verso il bersaglio, ma al momento di colpire il Saraceno la scena si ferma e:

Lei: Scusa no, ehm..

Lui: Scusa cosa?

Lei: E' che...

Lui: Che?

Lei: Che se non mi sento pienamente coinvolta non ci riesco.

Il cavallo inciampa e si blocca, il Saraceno gira sul perno e SBAM! colpisce il cavaliere alla nuca con una mazza ferrata.

A niente vale l'elmo. Il cavaliere stramazza al suolo e defunge. Sipario.

Due di picche

Fu lì che giunse Victor, e quel cane di Ray introdusse il discorso: ''ha haaa Victor, qualche nuova prodezza da raccontarci?''

Victor:''Bah! lascia stare.''

(OOOOHHHH. Ti dovrà pur andar male qualcosa, stupido piacione)

Victor: ''Ieri sera una che ho conosciuto in chat, ci sono uscito."

(Manonmidire??? Ha preso un palo???)

Victor: ''insomma Ray, che tipa pesante non voleva fare al primo appuntamento, alla fine me lo ha menato e basta''.

Io abbozzai sgomento un sorriso e vidi Victor rotolare giù da una rupe in una botte piena di chiodi.

...

Ed ora, la terza volta in tre settimane, lui è lì... a meno di cinque passi, pronto ad un nuovo racconto.

Quattro, tre, due, uno....

Ray: "ho hooo, il prode Victor, buone nuove?"

Victor: "Namber uan: guardate il giomale di oggi, quest'articolo: le donne in media si concedono dopo quattro appuntamenti".

Ray: "interessante mmmm"

Victor: "Namber tiù: vi dico solo: jenniferlopez."

Ray: "Noo! jenniferlopez? Quella jenniferlopez?"

Victor sorrideva annuendo.

Io sentivo gli sportelli della Vergine di Norimberga chiudersi su di me.

Jenniferlopez lavorava alle pulizie, la incontravamo nei cambi turno ed in alcune pause; si chiamava Eleanore e non era soprannominata jenniferlopez per motivi canori.

Victor: "L'ho incontrata ad una mostra di giovani artisti."

(non lo facevo intellettuale)

Victor: "C'erano fighe e ci sono andato."

(ahh ecco)

Victor: "Lei dipinge e a fine serata l'ho accompagnata a casa, mi ha invitato ad entrare ... patapim e patapam ... non abbiamo voluto sapere più nulla. Vi dico SOIO a-n-a-le."

Ray: "Noooo! hahahaha Grandeeee!"

Victor: "Conclusione, per me quello che dice questo giornale non vale, a me la danno anche senza appuntamento uahuahuahauhauhauha"

Sono sgomento. Irato. Turbato. Svuotato. Pieno di livore. Calma! Ragioniamo!

Due di picche

Negli ultimi tre mesi ho visto quattro donne, per un totale di undici appuntamenti, in media negativa avrei dovuto concludere almeno due volte, ma così non è stato.

Se Victor ha visto tre donne in tre settimane con cui ha concluso, in tre mesi avrà almeno visto dieci donne e, non dico tanto, avrà concluso con otto.

Ora, Victor è un estremo positivo fuori dalla media; io, spero per cause astrali, mi trovo invece all'altro estremo negativo, ne consegue che se porto la serie positiva di Victor a zero la mia media dovrebbe migliorare.

Avrei l'alternativa tra sfigurarlo in volto ed evirarlo, ma potrebbe ricorrere a chirurgia plastica e tornare in attività. No. Quest'uomo deve morire.

. . .

Victor conosco i luoghi che frequenti e le donne con cui ti vedi. Ho visto cosa mangi. So cosa ti piace bere. So cosa fumi, Victor. So a quanto vai di media all'ora in autostrada. conosco i chewingum che mastichi. Quante mentine per l'alito prendi. Quante volte vai in bagno il giorno oppure come prendi il caffè al mattino. So come ti piace la pasta. So che non mangi dolci, tranne il gelato alla frutta, Victor. So tutto di te. Victor ti ho seguito. Victor sono stato io a rompere la serratura del portone nel tuo palazzo. Ed ora sei nelle mie mani.

Ecco, questo gli dirò una volta che lo avrò legato. Tutto è pronto, quando torna lo prendo alle spalle sulla porta di casa, un colpo in testa, lo spingo dentro, lo lego e poi accendo il gas. Non sentirà nulla, si addormenterà piano piano, poi alla prima scintilla: BOOM! e non ne resterà traccia HA HA HA HA.

Due di picche

Faccio pipì, esco di casa, scendo la prima rampa di scale. NOOO! La vicina di pianerottolo, non c'è mai ed ora eccola lì che sale, non mi deve vedere. Tento di tornare su quando...

"Non nasconderti... dai non fare il maleducato ed aiutami a portare per le scale questo tavolo che ho preso da IKEA, l'ascensore è rotto tanto per cambiare"
"S...si... eccomi".... orca miseria ladra ho i tempi calcolatissimi.
La vicina si chiama Martha, fa la hostess sugli aeroplani ed è sempre in viaggio. L'aiuto a portare il pacco a casa e provo a disimpegnarmi (devo assolutamente correre ad uccidere Victor) quando mi dice: "Hai pratica a montare questi cosi tu?"
"Beh... più o meno... ci... ci sono le istruzioni ... con dei disegnini"
Martha: "Ok allora dammi una mano che io non ci capisco nulla, e levati quel cappotto nero che sembri il cugino scemo di Cattivik"
La sto odiando. Cazzarola! Se mi sbrigo a montarle il tavolino forse ancora riesco a raggiungere casa di Victor e fargli la festa.

Lavoro a tempo di record, eccomi pronto a fuggire quando: "Perfetto, ora apparecchia la tavola che hai montato, è tutto in quel cassetto lì", dice Martha, "Ti fermi a cena vero?.. Sbrigati! Metti tovaglia e posate!"

Agisco ormai meccanicamente, penso: venti minuti per preparare, un'ora per cenare, quaranta minuti sono già andati via, fanno due ore di ritardo sulla tabella di marcia, ce la potrei fare ancora perché avevo premeditato di passare da Moe a salutare uno scozzese di 47°, se Martha avesse del vino potrei sopperire con quello e partire da qui già ben toccato: "Apriamo del vino?"

"Certo. Sta lì, sullo scaffale"

Sono uno stupido, come ho fatto a non pensarci, i superalcolici ti schizzano, il vino invece ti intontisce e dilata la sensazione del tempo. Quando sento tutto tondo attorno mi accorgo che sono volate due ore, in compenso ho scoperto che Martha cucina veramente bene, compra dell'ottimo vino, ascolta bella musica, ha sette anni più di me e due splendidi seni. In your arms i feel sunshine. Dopo il dolce è lei che mi mette un braccio sul collo, io appoggio la fronte sulla sua spalla e la bacio lungo la scollatura. Give up yourself onto the moment. Prima di sprofondare il mio ultimo pensiero è per Victor, salvato da un tavolino IKEA. Let's make this moment last.

Tag(s) : #shortstories, #2 di picche, #due di picche

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