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Il sacrificio di Jan

Solo due sedie e un tavolo nel seminterrato anonimo di una periferia, una lampada fioca illumina il piano su cui il commissario politico ha poggiato quaderno e penna. Chiude brevemente gli occhi, poi inforca gli occhiali e inizia a parlare al ragazzo seduto di fronte.
  
"A casa sanno delle tue idee?"
"No"

"Qualche amico?"
"No"

"Sei in qualche circolo sportivo?"
"Si"
"Hai mai partecipato a riunioni clandestine nella sede del circolo?"
"No" 

"Hai la fidanzata?"
"Cosa c'entra?"
"Hai la fidanzata?"
"No"

"L'amica?"
"No"

"Sei stato con qualche prostituta ultimamente?"
"Ma cosa?"
"Ti sei lasciato andare con lei?"
"In che senso?"
"Le hai detto qualcosa che potesse far trasparire la tua militanza?"
"No", sospiro.

"Devo essere assolutamente sicuro che nessuno abbia sospetti su di te."
"Nessuno sa niente, io non ho amici con cui parlo di politica."

"L'anno prossimo andrai all'università?"
"Si."

"Cosa vorresti fare?"
"Ingegneria civile esoterreste."

"Bene, è un bel campo. Ora ascolta: dovrai entrare nell'organizzazione universitaria del regime."
"Come?", stupito.

"All'università più che mai non dovrà trasparire il tuo vero credo. Ti avvicinerai ai loro gruppi, porterai le loro camicie, canterai i loro inni, parteciperai alle loro parate, sarai i nostri occhi e le nostre orecchie alle loro riunioni."
"E' rischioso commissario!"
"Certo, ma sei vergine, sei perfetto, nessuno sospetterà, fra un anno o due potremo essere in guerra e dobbiamo agire su più fronti."
"Dovrò far finta di non essere quello che sono. Per quanto tempo?"
"Per sempre"
"Che vuol dire?"
"Siamo realistici, se le cose vanno male per noi e bene per il regime ti conviene stare zitto e sopravvivere, sperando che nessuno scopra nulla."
"Ma se vinciamo?"
"Non posso garantire per la tua incolumità in eventuali rappresaglie finché permane lo stato di guerra. Quando sarà finita, se sarai vivo la giovane età sarà da attenuante."
"Per cosa?"
"Per esserti schierato dalla parte sbagliata."
"Non per mia volontà!" 
"Calmo, non ti chiediamo di avere un ruolo di primo piano, basterà seguire dalle seconde linee"
"Bastare per?"
"Per non comprometterti definitivamente. Alla fine di tutto subirai solo un processo formale, poi sarai amministiato, da libero cittadino potrai rientrare nell'organizzazione."
"Con un marchio di infamia."
"All'inizio sicuramente, col tempo la tua sarà la vicenda di un giovane intemperante che ha 'capito tardi'."
"E come rientrerò?"
"Come faranno in tanti, una guerra chiede sempre il suo conto di vittime, se vinceremo non staremo troppo a fare le pulci al passato dei sopravvissuti: ricomincerai da zero."
"E voi?"
"Negheremo sempre ogni rapporto precedente con te. L'apparato potrà al massimo avere un atteggiamento reticente."
"Ma perché mai?"
"Servirà a farci apparire ... accoglienti, si direi che è il termine adatto. Oltretutto a evitare serpi in seno." 
"Senza nessuna forma di gratitudine."
"Il sacrificio che ti stiamo chiedendo è la vita, se perderai solo l'onore dovrai ritenerti fortunato." 
"Tutto solo per la causa?"
"Dovrebbe bastare. Ma sono un uomo di mondo. Tua sorella è vedova e ha dei figli, i tuoi genitori saranno sempre più anziani. Se tu morissi e il tuo contributo dovesse risultare determinante un benefattore anonimo si prenderà cura dei ragazzi fino all'università e dei tuoi genitori fino alla loro morte. Altrimenti, se vinceremo e sarai di nuovo dei nostri farai una buona carriera. Quanto basta per un'agiata vecchiaia a te e la tua famiglia."
"Se tu non sopravvivi, commissario, queste garanzie che fine fanno?"

Silenzio.

Il commissario politico abbassa lo sguardo. "Forse ho sbagliato a pensare che fossi pronto? Forse ho sbagliato a darti fiducia, oggi"

Silenzio.

"Accetto"

Tag(s) : #shortstories, #distopia, #fantascienza

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