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(una storia di paraculismo e matematica)

La permutazione di Giuseppe

Nella seconda metà del primo secolo dopo Cristo in Palestina imperversa la "Prima Guerra Giudaica", le tribù di Israele combattono senza mezze misure il feroce oppressore romano; è un'escalation di violenza che arriverà, nel 70 d. C., alla distruzione del Tempio di Gerusalemme.

Sono diversi i casi di gruppi di combattenti ebraici, specialmente zeloti, che pur di non sottostare al giogo romano, se messi alle strette, optano per il suicidio di massa.

Nel 66 d. C. i romani stanno assediando Yodfat, un borgo fortificato della Galilea settentrionale.
L'assedio è difficilissimo, la città è posta su un dirupo, c'è un'unica via d'accesso e il generale Tito Flavio Vespasiano deve impiegare ben tre legioni: Legio V Macedonica, X Fretensis e XV Apollinaris, per sostenere l'impresa.

Dopo 47 giorni di scontri la città cade e buona parte degli assediati decide di optare per il suicidio. Tra questi c'è una guarnigione di militari ribelli guidata da un comandante ebreo, un trentenne di nome Yosef ben Matityahu.

La permutazione di Giuseppe

Ma "che cos'è il genio? È fantasia, intuizione, colpo d'occhio e velocità d'esecuzione." (cit.)

La permutazione di Giuseppe

Yosef riesce a convincere i suoi commilitoni che il suicidio è un gesto altamente immorale e propone ai suoi uomini un omicidio/suicidio. Calcola un complicato sistema di rotazione per cui ciascun commilitone ucciderà un compagno, riuscendo però a far sì di essere l'ultimo e unico sopravvissuto quindi, invece di suicidarsi, si consegnerà ai romani.

Per giustificare moralmente quel tradimento e non essere messo a morte dai romani, Yosef si metterà a fare profezie come Padre Maronno di Maccio Capatonda.

La permutazione di Giuseppe

D'altronde vive in una terra in cui ogni giorno c'è un nuovo profeta o un nuovo messia e sa che più la spara grossa più ha possibilità di guadagnare tempo, così predice a Vespasiano la futura investitura a Imperatore.

Vespasiano incuriosito lo grazia e lo porta con sé a Roma lasciandolo però in ceppi, ma quando nel 69 d.C. (dopo ben tre imperatori eletti, deposti e morti nel giro di un anno: Galba, Otone e Vitellio) diventerà realmente princeps non si dimenticherà di quell'ebreo e della sua profezia, lo farà liberto con una cerimonia molto simbolica in cui le catene di Yosef saranno spezzate a colpi di scure.

Yosef per gratitudine prenderà il nome della gens di Vespasiano e diverrà: Flavio Giuseppe.

Vespasiano governerà per altri 10 anni, passando alla storia anche per aver messo una tassa sui bagni pubblici. 
Flavio Giuseppe non tornerà mai più in Palestina, vivrà a Roma per altri 30 anni morendo nel 100 d.C. e regalandoci quei capolavori che sono la "Guerra giudaica" e le "Antichità giudaiche" dove racconterà, impudentemente, anche dello stratagemma inventato per sbarazzarsi dei suoi commilitoni che verrà conosciuto in matematica e in informatica come: "La permutazione di Giuseppe"

Tag(s) : #shortstories, #storia, #matematica

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