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Parte delle mie ultime serate sono state spese nel web-dialogo, nelle web-letture e le web-opinioni in merito alla #webtax.

Tutto parte dai commenti infastiditi di cari amici, che ne sanno di informatica, dopo la lettura di un post di Guido Scorza sul Fatto Quotidiano dal titolo eloquente: Bye bye Internet, la settimana nera delle nuove tecnologie ( http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/12/14/bye-bye-internet-la-settimana-nera-delle-nuove-tecnologie/813385/​ )

In sintesi Scorza mette in fila quattro fatti distinti che, a suo dire, sono la fine di Internet in Italia, io su due di questi punti non riesco proprio a trovarmi d'accordo.

La webtax: un gelato al sapore di tassa.

Riferendosi al nuovo "Regolamento in materia di diritto d'autore" dell'Agcom sostiene che l'agenzia si sia arrogata "il potere di vita o di morte su qualsiasi genere di contenuto pubblicato online e ripromettendosi di esercitarlo nell’ambito di procedimenti sommari da codice militare di guerra e previo sostanziale esautoramento dei Giudici che, sino ad oggi, si sono occupati di far rispettare le leggi in materia online come offline [...] Altro che Internet nuova agorà e piazza pubblica telematica: chiunque potrà ottenere la rimozione della nostra “parola in digitale” in una manciata di ore, semplicemente scrivendo all’Agcom e sostenendo – a torto o a ragione – che stiamo usando un sottofondo musicale che gli appartiene."

Mi sembra esagerato, sono tante le forme di contenzioso che nel nostro ordinamento si possono discutere in prima istanza tramite una Agenzia Pubblica senza di andare da un giudice, queste pratiche sono salutari allo snellimento dei tempi della giustizia.

Ho letto il regolamento (si trova a questo indirizzo: http://www.agcom.it/Default.aspx?DocID=12229 , non istruisce alcun processo sommario, anzi mette in piedi un procedimento che si conclude in pochi giorni in cui ad ambo le parti viene dato il tempo di presentare l'esposto e le controdeduzioni, a fronte di questioni non facilmente risolvibili si rimanda comunque alla via giudiziaria.

Io mi domando, ho vari amici che fanno i musicisti anche per campare, ad oggi se il sig. Pinco Pallino scarica abusivamente il loro pezzo per fare un audiovisivo devono fare una denuncia e aspettare i tempi della giustizia ordinaria, perchè non devono poter usufruire di una procedura semplificata e più economica? Perché se "a ragione" qualcuno usa abusivamente i prodotti del loro ingegno devono accollarsi spese processuali e quant'altro? Non ha più senso invece rifarsi ad una autorità garante ed ottenere in una manciata di giorni quanto nel loro diritto?

Qualche amico mio inoltre è Bloggher con la bi maiuscola, nel senso che fa veramente migliaia di visite al giorno e forse muove delle opinioni, però c'è qualcuno in giro che ha la passione in internet di copiare ed incollare senza chiedere, pensando che basti semplicemente scrivere alla fine: Fonte:http://www.abcdef.com/bla_bla_bla.html.
Ora la cosa può lusingare ma può anche dare fastidio, perchè gli amichi mii' per vedere ripristinato un diritto palese non devono usufruire di un canale semplice ed immediato?

Io stesso per un periodo ho creato e adattato per diletto temi per siti internet, li rilasciavo gratuitamente sotto licenza GPL, unica piccola clausola "non rimuovere un piccolo rimando al mio sito nel footer della pagina", ebbene ne ho trovati diversi che avevano utilizzato i miei temi rimuovendo il link al mio lavoro ma il massimo che potevo fare era mandargli una email in cui chiedevo cortesemente di rettificare, solo fare denuncia alla polizia postale mi sarebbe costato più in termini di ore di lavoro perse che il guadagno nel veder ripristinato il mio diritto.

La webtax: un gelato al sapore di tassa.

L'altro evento di cui si parla nel post è questo: "La Camera dei Deputati, venerdì scorso, ha detto si alla c.d. webtax – creatura dell’On. Fancesco Boccia(PD) – che impone alle imprese italiane di acquistare servizi online solo ed esclusivamente da soggetti dotati di una partita Iva italiana."

E qui veniamo al nocciolo duro della questione che infiamma il mio stream sui social network, a mio avviso la soluzione Boccia, buona o cattiva che sia, affronta un problema reale: abbiamo delle imprese che tramite un meccanismo da paradiso fiscale fatturano fuori d'Italia, in parole povere i soldi di tasse che dovrebbero andare a coprire servizi in Italia vengono spalmati fra Irlanda a la Valley e quei costi li devono coprire i cittadini e le imprese italiane.

Ora la domanda cui finora nessuno mi ha risposto è: quando domani una di queste aziende cede un ramo in Italia e a quei lavoratori tocca la cassa integrazione cosa facciamo, i soldi ce li mettiamo noi di tasca nostra o le le prefiche del web andranno a bussare alle porte di Mountain View e Cupertino?
Se tolleriamo un meccanismo del genere domani cosa diremo a chi sposta la residenza a Montecarlo o si fa un conto alle Cayman?
In ultimo, avallare l'attuale situazione non significa avallare un meccanismo di concorrenza sleale verso imprese italiane che operano nel settore dell'IT?

Io sono d'accordo con Francesco Lanza quando dice che il meccanismo va esteso a tutte le aziende estere che operano in Italia in ogni settore ma per due o tre multinazionali che conosco in Italia, so che hanno partite IVA e uffici legali in Italia se non veri e propri rami d'azienda, poi avranno anche le loro gabole ma hanno piena tracciabilità e dove questa manca è per volontà politica e non per mancanza di strumenti legali.

Sposo anche il pensiero di Davide Bocelli e Francesco Nicodemo che sostengono sia una vertenza da sostenere in sede europea, però mi tocca ricordargli la triste vicenda di Netscape, mentre si risolveva la vertenza con Microsoft sono passati tra Stati Uniti e UE quasi 15 anni, nel frattempo Netscape è fallita e quelli che sono rimasti hanno dovuto creare la Mozilla Foundation, tuttora campano con le donazioni non certo perché qualcuno si sia mai comprato il loro browser.

Allora, mi sembra giusto puntare a risolvere in sede comunitaria ma dobbiamo iniziare a metterci una pezza perchè non possiamo permetterci di drenare questo fiume di risorse fuori dalle nostre casse.

In ultimo faccio un ragionamento per assurdo, ma posto che avessimo un governo virtuoso che riduce le tasse fino ad un livello concorrenziale e domani Telecom Italia vuole vendere i suoi prodotti in un altro paese UE mantenendo il suo regime fiscale in Italia, siamo sicuri che la reazione degli altri non sarebbe protezionistica nei nostri confronti?

Alcuni, infine, stigmatizzano la norma dicendo che non sarà applicabile, io mi domando come facciano a saperlo, quale sfera di cristallo abbiano, e comunque ogni cosa è migliorabile, piuttosto che niente...

Insomma, La soluzione Boccia non è la migliore delle soluzioni possibili ma è una soluzione, altre in giro non ne ho viste, per ora.

Però manca qualcosa, e io forse so cosa manca alla proposta passata in parlamento, il fatto che lo stia pensando io e che non lo abbia detto uno dei vari profeti del web mi spaventa ma forse io lo so perchè ho studiato lettere (o forse perchè ho fatto judo, boh); quella soluzione manca di propositività e quindi viene vista (e strumentalizzata) non come il ripristino di un diritto ma come un gelato al sapore di tassa.
Allora leghiamola a una pari detassazione a fronte di investimenti strutturali (mi si passi il termine veterosindacale).

  • Offriamogli il rimborso di gran parte di quelle tasse ma a patto che vengano qui a impiantare le farm, i centri di sviluppo, i campus.
  • Nel nostro paese si parla di start-up ma la maggior parte della cultura d'impresa è legata a vecchi stereotipi, chiediamogli di venire qui a farci vedere la loro cultura d'impresa.
  • Chiediamogli di portare cablaggi e wi-fi.
  • Chiediamo che Google e Facebook in Italia non siano solo uffici di rappresentanza e collettori di pubblicità.
  • Che Amazon non sia solo un disperato magazzino alla periferia di Piacenza.
  • Che Apple non sia solo dei negozi belli belli belli belli in modo assurdo dove i commessi si chiamano genius.
  • Chiediamogli di entrare nelle nostre scuole e università.
  • Infine, trattiamoli bene burocraticamente col patto che trattino bene i nostri lavoratori.
Tag(s) : #webtax, #agicom, #internet, #web, #boccia

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