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Il mio amico italo canadese Sergio è una sagoma, sta sfonnato di sordi e ha un villone che la metà basta dove organizziamo splendidi barbeque accompagnati da ottimo vino, quasi sempre poi ci si rilassa in giardino bevendo liquori stravecchi e fumando Montecristo originali cubani che lui riesce ad avere per qualche vecchia conoscenza con ... capishammé.

Cosicché, nel relax, ci dedichiamo anche a qualche fesso giochino adolescenziale; sere fa a qualche genio è venuto in mente di fare: nomi, cose, città.

Metti una sera a casa di Sergio

Tutto è andato bene fin quando, bucata la lettera R, ci siamo arenati tutti alla voce "Animale Domestico".

Tranne Sergio che esclama scandendo perfettamente: RINOCERONTE.

"No Sergio, il rinoceronte non è un animale domestico"

"Questo lo dite voi", ci ha apostrofato con saccenza, "per me lo è, se potessi metterei un rinoceronte nella mia Domus"
(Sergio usa il termine Domus quando vuole far sfoggio di cultura classica e sottolineare la differenza tra la sua casa di campagna e i nostri cubicoli di città)

"Sergio dai ... oggettivamente"

"Siete a casa mia, e se vi dico che a casa mia un rinoceronte potrebbe starci voi dovete accettarlo, altrimenti andate via"

"Vabbè Sergio, ci abbiamo dato col gin, per stasera ci ritiriamo"

Sergio non è cattivo ma i superalcolici gli fanno uno strano effetto, è così.

Verso il cancello mi fermo per accendere una sigaretta e per caso noto dietro una siepe un recinto, non c'era fino alla scorsa settimana, dietro un'ombra, sembra quella di un piccolo rinoceronte bianco, ma devo aver bevuto tanto anche io.

Metti una sera a casa di Sergio
Tag(s) : #nomi cose città, #rinoceronte, #shortstories

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