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Tendo a pensare che nell'arco della nostra settimana non valga la pena farsi troppe pippe seguendo le elucubrazioni sportive del lunedì, del martedì e del mercoledì, le discussioni tra allenatori diplomati con corsi lampo nottetempo a Coverciano, emuli di baroni svedesi o sedicenti iene del Tavoliere.

E' il calcio, bellezza!

Si, oggettivamente non vivo di 'futbòl', chiusa la finestra delle partite sabato/domenicali la mia settimana calcistica si limita ad ossevare amici e conoscenti profondersi in discorsi tecnici dove spesso sfoggiano una competenza metalinguistica che poi nella vita reale scema drasticamente. 

Le mie poche opinioni espresse sono null'altro che un meltin pot delle comuni ovvietà pronunciate dalla stampa di settore, che assorbo e ripropongo perchè ho imparato a fare di necessità virtù, oppure per generare una discussione che poi osservo con occhio da antropologo di nome Livingstone.

Insomma più che un appassionato sono un agente provocatore della Spectre con il preciso compito di propagare un po' di sana e tradizionale entropia calcistica.

Poi però tendo alla bontà e, anche se la Spectre nel suo manuale invita a non ostentare certe caratteristiche, ci resto male quando la sola appartenenza sportiva è motivo di offese a sfondo razzista; provate a biasimarmi se ci resto doppiamente male quando l'oggetto degli insulti sono la mia città d'origine o i miei concittadini. (provate a biasimarmi, si si provate che vi s§a##o i d&§7i)

E' il calcio, bellezza!
E' il calcio, bellezza!

E sono i tifosi del Napoli a lasciarmi piacevolmente stupito di tanto in tanto, perchè prendono su accuse di maleodore diffuso e inviti all'estinzione geologica, eppure, diversamente dalla media delle altre compagini di ultras, riescono a rispondere talvolta con un'ironia che resta nella storia, do you remember lo striscione da manuale "Giulietta è una zoccola" in risposta ai deliri protonazisti di qualche sciocco supporter dell'Hellas Verona?

Il 26 gennaio 2009 durante Napoli-Roma (Risultato: 0-3, Reti di Mexes - 18', Juan - 32' e Vucinic - 49') la curva del Napoli si rese autrice di un ulteriore striscione, questa volta di grande civiltà, contro la guerra e gli attacchi su Gaza (il 18 gennaio si era conclusa l'operazione Mivtza Oferet Yetzukah - Piombo fuso; quella dove l'aeronautica israeliana aveva usato le bombe al fosforo); una frase diretta, precisa, non lascia spazio al dubbio, diversa dai bilanciamenti della diplomazia, dalla timidezza di certe testate giornalistiche, dall'insipienza di trpppe voci politiche.

Perchè questa notizia non esiste se non nei circuiti autoreferenziali dei tifosi, non un politico, non un giornalista, non un'altra tifoseria che tiri fuori dal cilindro quella foto da antologia in un momento come questo?

Veramente la scorreggia fatta a Courmayeur del calciatore/divo mentre accompagnava la sua velina a mangiare un sufflé ai germogli di fungo malese, avrà la meglio su una scheggia di memoria che dovrebbe riemergere al momento opportuno?

Uno sport deve essere portatore di valori neutri, non sono abbastanza neutri la pace e la libertà? 

Perché a una tribuna si da spazio solo se ci sono rilevanze penali o grottesche? 

Sono stati i tifosi di una città perennemente in crisi a mettere sotto gli occhi di tutti poche semplici parole:  

"Tacciano Le bombe. Si inneschi la ragione"

Sembra strano?... è il calcio, bellezza!

Tag(s) : #calcio

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