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Zombie a Rebibbia: Dodici

"Certo che te la sei scelta bene la recensione stavolta", dice la mia coscienza mentre si manifesta alle mie spalle sotto forma di Oritteropo, "mi raccomando allora la prossima volta scrivi una recensione ad Alan Moore o a Frank Miller"

"Sto solo cercando di parlare di un fumetto"

"Si si, stai solo attento a non spoilerare altrimenti ti ammazzano"

"Avevo in mente di dire che parlare di zombie oggi è un terreno un po' accidentato ma che ..."

"Te l'ho detto, ti stai scavando la fossa"

"Ho deciso di ignorarti"

"Fa come vuoi. Dico solo che potresti impiegare questo tempo a portare in giro il cane, stai recensendo qualcuno che non ha bisogno di recensioni"

"Vabbè ma se ragionassero tutti come te ..."

"Non dire che non te l'avevo detto, io mi guardo The walking dead mentre tu scrivi"

"Senti, facciamo che ti rileggo il tutto prima di metterlo sul blog?"

"Se po' fà"

Zombie a Rebibbia: Dodici

Scrivere una storia di zombie oggi è come fare il ragù a Napoli di domenica in un pranzo tra quarantenni, è qualcosa che tutti si aspettano e su cui tutti ormai hanno un livello di esperienza altissimo perché temprati da anni ed anni di ragù fatto da mammà, per cui i tuoi commensali saranno lì a misurarti il livello di cottura di braciole e tracchiole, quanto il sugo è lento o tirato, la quantità di sale, quanto la pasta sia cotta e se hai scelto o meno quella di Gragnano.
Dall'altro lato, recensire il fumettista italiano più famoso del momento è come commentare il vino autoprodotto da tuo suocero, se sbagli anche un solo aggettivo rischi di avere tutta la famiglia contro e trovarti le porzioni dimezzate in men che non si dica.

Dodici di Zerocalcare è una storia di zombie a Rebibbia, dove nel racconto di una fuga si ripropongono le situazioni paradossali e gli stereotipi generazionali tipici del suo tratto.

Ma questa volta Zerocalcare si defila, è un protagonista assente, la fanno da padroni il Secco, Cinghiale e una new entry di questo simpatico universo parallelo dove il mondo inizia a nella periferia di Roma e finisce a Tivoli, l'intraprendente Katja, l'unico personaggio che sembra dimostrare un realistico senso di autoconservazione alla luce di quello che succede intorno.

La storia è relativamente più breve delle altre pubblicate fin'ora ma non per questo meno carica di spunti e idee brillanti, forse alla prima lettura l'entusiasmo non sarà lo stesso e rimarranno appesi una serie di perchè...ciononostante, vedere la saggezza popolare di Peppa Pig vincere, come se fosse entrato un tiro da tre 6 a Risiko o un 20 a D&D, sul senso dell'onore di Shu di Ken il guerriero e Sirio il dragone dei Cavalieri dello Zodiaco regge il confronto della sfida di moralità tra He-Man e Darth Vader in Un polpo alla gola.

Zombie a Rebibbia: Dodici

Certe tavole fissano perfettamente dei momenti con un tratto pulito e preciso, come questa espressione di Cinghiale, con quegli occhi sgranati e quelle tre gocce di sudore, che dirà molto ai maschi adulti che hanno iniziato ad usare internet a metà degli anni novanta:

Zombie a Rebibbia: Dodici

In questo Zerocalcare fa ancora centro, con tavole che aprono universi nella memoria del lettore (e anche nella vergogna).

Personalmente sono riuscito a capire quanto sia sottile e ben costruito il racconto solo dopo la terza lettura; solo a quel punto hanno reso pienamente alcune sfumature del testo o particolari dei disegni, l'incastro tra i flashback e le storie parallele.

Come leggerete è questione de karma.

ZEROCALCARE, Dodici, Bao Publishing, Italia, 2013

Tag(s) : #dodici, #zerocalcare, #fumetti, #recensioni, #zombie

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